Conoscere i tre corpi per vivere consapevolmente ogni momento della vita

Incontri residenziali di due giorni 

Clunatang è una parola che appartiene all’antica lingua della Terra, oramai dimenticata. Essa significa “il segreto della croce” che porta in sé la conoscenza di tre regni: il regno del padre cielo (CLUN), il regno del figlio-spirito (A) e il regno della madre terra (TANG). Padre, Madre e Spirito sono la sintesi dell’arcano equilibrio che vige sulla Terra

Il Clunatang non è solo una scuola, ma è soprattutto un movimento culturale che vuole rendere manifeste e chiare le tre diverse lingue che appartengono ai nostri tre corpi (il corpo fisico, il corpo animico e il corpo spirituale) il cui insieme forma la nostra unità di individui. 

Non si potrà utilizzare la lingua dello spirito se si vorrà spiegare qualcosa alla mente, così come non si potrà parlare la lingua della mente se si vorrà entrare in comunicazione diretta con l’anima, e così via. Ognuno dei nostri tre corpi ha una sua peculiare frequenza, una sua attitudine, una sua emissione e molto spesso la nostra infelicità o il nostro disorientamento è semplicemente il risultato della difficoltà a sentire e riuscire ad utilizzare il giusto ritmo, nel giusto momento, nella giusta situazione: in una parola, il giusto corpo. 

La via di casa

Questo percorso nasce soprattutto con un intento: creare un ponte di collegamento tra questi tre ritmi, offrendo ai partecipanti la possibilità di comprenderne dapprima le differenze, per poi riuscire a percepirne la musica d’insieme. Unione a cui daremo il nome di filatura.

Entrare nel ritmo di questa musica d’insieme, di questa filatura,è in qualche misura il segreto della tanto agoniata felicità, perché è ciò che realmente potrà farci sentire in equilibrio in tutte le nostre parti, completi, centrati, ma soprattutto è ciò che potrà innalzare notevolmente il livello della nostra energia vitale, senza la quale ci sentiremo invece demotivati, irritabili, depressi, privi di uno scopo, lontani dalla Via di Casa.

La nota rivoluzionaria di questa innovativa cultura che andiamo raccontandovi, è che essa non vuole indottrinare solo la nostra mente, già abbastanza sollecitata da qualsivoglia informazione riguardi questo mondo.

Essa vuole coinvolgere le nostre parti tutte e tutti i mondi che, consapevoli o no, ci ritroviamo ad abbracciare e varcare sia nella veglia che nel sonno.

Un percorso tangibile

Come in tutte le cose della vita anche in questo caso è tutta una questione di allenamento, quindi anche per la conoscenza di se stessi è così. Non si possono certamente ottenere risultati, se di risultati si vuole parlare, solo e semplicemente standosene seduti sul proprio divano! La vita del ricercatore è basata sull’impeccabilità, sull’autodisciplina, sull’accettazione del lato oscuro dell’amore, sul controllo delle proprie emozioni e su un continuo e costante studio e valorizzazione dei tre corpi. 

Non è quindi un’assimilazione di teorie dopo teorie ciò che quì si va proclamando, ma è una spinta verso la concatenazione di azioni, di fatti tangibili,  di scelte definitive, di studio, di impegno, di completa dedizione, di curiosità, di cambiamenti e di coraggio.

La Via di Casa è come un sogno che al mattino d’improvviso si ricorda.

Accade in un’istante, le immagini cominciano a scorrere, chiare come non le erano state solo fino ad un’attimo prima. Il sapore di un particolare ci ricorda poi qualcosa di familiare, di conosciuto, già visto. Come un dèjà vu essa apparirà davanti a noi. 

Ed è così che nel momento in cui la si incontrerà, di certo la si riconoscerà. 

Essa ci apparterrà per sempre.

Saverio Calamassi e l’angelo Eugenio

Saverio Calamassi è il fondatore e maestro della Scuola del Clunatang, anche autore dei libri “Una via: conversazioni con l’angelo Eugenio” e “Racconti dimenticati del terzo regno”.

Tornando a casa una sera mi ricordai di qualcosa che era stata sempre dentro di me, ma della quale non avevo mai avuto conoscenza fino a quel momento: potevo vedere gli angeli, sapevo contattare le loro energie e riuscivo a vedere gli spiriti di natura.

Tutto questo mi era familiare già da piccolo; fino ai cinque anni ero in contatto costante e reale con quella dimensione spirituale. Poi l’educazione ed una sorta di terrore per questi fenomeni che gli adulti mi avevano comunicato, avevano creato una barriera al ricordo, alla visione nel mio giovane cuore, e la mente aveva dettato il suo no.

In seguito trascorsi brutti anni di crescita tra scuole aride, incomprensioni domestiche, amici superficiali e una grande malinconia dentro.

Arrivò l’università e cominciai a leggere più approfonditamente i libri, l’anima mi chiamava e una volta, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, mi capitò un libro: “La luce del sentiero”. Parlava di reincarnazione, di vita eterna, di karma. Tutto mi pareva così familiare e ovvio che non mi detti neppure il tempo di rifletterci su, ma l’accettai come qualcosa che da sempre conoscevo.

E poi arrivarono le Maestre. 
Tre donne che nel corso della mia vita mi riiniziarono ai segreti dell’anima e del “sentire”. I ricordi riaffiorarono e le guide si fecero sentire vividamente.

Dovete sapere che ognuno di noi ha diversi angeli o spiriti guida intorno, che ci sostengono e nutrono in ogni istante della vita diurna; ogni tanto cambiano perché ognuno di loro è uno specialista che può darci una mano in momenti particolari della nostra esistenza.

Prima ho avuto tre angeli “guida”, espressamente per me, per crescere moralmente e materialmente; dolci o severi istruttori a seconda del caso.

Naturalmente il mio lavoro di crescita personale continuava parallelamente con terapie individuali, gruppi di confronto, meditazione giornaliera. Gli anni passavano e da un punto di vista pratico, realizzativo, compicciavo ben poco, la mia attenzione e la mia energia erano rivolte solo alla ricerca e all’ascolto. Ho trascurato la carriera, mi sono sì laureato in Storia dell’Arte, ma non ho mai seguito quella strada. Cercavo in me, nelle donne, nei maestri, nei libri, negli angeli, la mia via.

Poi verso i trent’anni mi apparve Eugenio.

Feci un sogno, uno di quei sogni vividi, che io chiamo sogni con il terzo occhio. 

Entravo nella sala del trono, grande, spoglia e luminosa, ero intimorito; sul fondo del salone un trono e seduto su di esso un giovanetto dai ricci capelli biondi. Vestiva solo di una tunica bianca e mi sorrideva divertito del mio imbarazzo. Io mi avvicinavo e con voce timorosa gli chiedevo: “Chi sei?” E lui: “Sono Eugenio”.

Appena ebbe pronunciato il nome, ricordai. Una grande commozione e una voglia di sciogliersi in un pianto mi pervasero, e dissi: “tu sei il mio angelo, finalmente ricordo”.  Lui rideva e mi canzonava bonariamente. Il mio timore era quello di non ricordare una volta sveglio al mattino. Allora Eugenio disse: “Questa volta ricorderai tutto, perché inizia un nuovo tempo per te, il tempo della semina. Lavoreremo insieme tu ed io, tu canalizzerai la mia essenza, molti verranno da te, sarai un araldo della nuova era, uno dei tanti in giro per il mondo. I tuoi talenti torneranno come i tuoi ricordi, faremo un buon lavoro. Non separerai più vita privata da vita pubblica, tutto sarà insieme in un’armonia costruttiva, fra materiale e spirituale”.

Naturalmente una volta sveglio ricordai tutto e da allora io e Eugenio siamo in contatto. 

Da quel sogno sono passati venticinque anni. Anni in cui con costanza e perseverante passione ho insegnato a migliaia di persone come entrare in contatto con il proprio Angelo, riproducendo con amorevole fedeltà le indicazioni che Eugenio stesso mi dettò perché potessi contribuire alla nascita di una nuova cultura.  Una cultura in cui si dà spazio alla riunione delle tre parti: corpo-mente, anima, spirito.

Nel corso del tempo alcuni allievi mi sono rimasti accanto e con loro, dopo diversi tentativi di unione del pensiero con l’intimo sentire, abbiamo dato inizio ad una nuova epoca in cui non più solamente io ed Eugenio lavoriamo per dare una possibile diversa via all’umanità ma, con noi, lavorano tanti altri amici.  

Amici di cui mi sono preso cura e a cui ho tramandato l’inestimabile conoscenza che tutte le mie guide mi hanno trasmesso e che con tutti loro abbiamo traslato con creativo intento in questa realtà.

Nasce così la scuola del Clunatang. 

Eugenio dunque è diventato oltre al mio fedele compagno di tutti questi anni, anche una guida per questa giovane ed intraprendente collettività che, ambiziosa, cerca di diffondere la conoscenza che in questi anni è emersa dai nostri più intimi ricordi e da anni di intenso lavoro su noi stessi.