Cambio vita – Forse un giorno come l’acqua

Cambio vita: dalla nebbia di Milano al mare di Livorno. Nuova città, nuova casa… Un salto nell’ignoto e una nuova, bellissima, presenza a me stessa.

Poi un giorno inizio a sentire in lontananza il rumore dell’acqua…

Un filo di acqua sottile in lontananza. Continuo a vivere la mia vita normalmente ma si risveglia quella curiosità di quando ero bambina. Perché ore sento l’acqua? Non l’avevo mai sentita prima. Voglio sapere da dove arriva e con curiosità inizio a cercare. Cerco… cerco… e mi accorgo di aver fatto tanta strada. Salgo al quarto piano e il rumore è vicino. Si lo sento è proprio oltre questa porta e con curiosità e paura la apro.

Sopra di essa un quadro con raffigurato una terrazza con un pavimento a scacchiera che si affaccia sul mare. Sotto di esso un mobile con appoggiati dei trofei, sono vecchi trofei ed osservandoli mi sembra di cavalcare il passato della persona che li ha vinti con fatica e volontà, presumo. Mi siedo sul divano e osservo sotto la televisione una piccola mensola di vetro su di essa è appoggiata una candela viola che è accesa.

Quella candela me la ricordo: l’ho usata qualche mese prima in un rituale dove la saggia sciamana mi disse di accenderla ogni volta che avvertivo un senso di rigidità fino a farla consumare tutta un giorno o l’altro. Sento un odore di incenso avvolgermi e avvolgere tutta la stanza. E’ appoggiato sul lungo porta incenso a forma di elfo, sopra al mobile nero alla mia destra, accanto alla fontana zen… Ecco da dove arrivava il rumore dell’acqua!

E improvvisamente sono presente al momento, sono lì ora, mi godo il profumo dell’incenso la candela che brucia e assaporo quell’attimo di calma e di pace, sotto la terrazza Mascagni. Realizzo che non ho fatto poi tanta strada, mi sono solo appisolata sul divano con la fontana accesa

E tu dove sei adesso?

Cambio vita
Cambio vita – Ecco da dove arrivava il rumore dell’acqua!

Ed è proprio da questa stanza che sto scrivendo

Perché più passa il tempo e vivo in questa nuova città, più mi è chiaro che questo posto non è per me la meta come invece pensavo, ma rappresenta l’inizio del viaggio.

Qui ci sono arrivata tramite una scelta

Potevo decidere se rimanere nel continuo lamentio della mia routine, oppure cogliere l’opportunità che mi si era presentata davanti a seguito della proposta da parte del mio fidanzato di una convivenza. Questa proposta come uno specchio rifletteva il cambiamento, perché significava cambiare tutto. Tutto: lavoro, amici, tutte le mie abitudini… e da Milano trasferirmi a Livorno.

E devo dire che i primi passi verso questa scelta sono stati razionali, con tutta una scaletta mentale da seguire: ”cerco il lavoro, dato che ho un posto fisso. Appena lo trovo mi licenzio, infine mi trasferisco!”. Questa logica mi dava sostegno e mi faceva muovere in un campo sicuro. O per lo meno questa era l’illusione a cui credevo.

Ma passavano i giorni e l’istinto incalzava

Continuava a farmi vedere che questa scaletta la dovevo ribaltare, facendo esattamente il contrario e partendo dalla fine. Buttandomi, fidandomi della vita! Ma anche la mente incalzava, con tutte le sue paure che mi bloccavano. Il mio instino batteva per questo salto, l’esterno continuava a mandarmi segnali che confermavano l’istino, così alla fine capisco che non dovevo seguire la via razionale ma l’impulso, andando dietro al flusso del momento presente. Quindi inizio a leggere la scaletta dal basso verso l’alto.

Cambio vita.

Dal momento in cui l’ho realizzato, ho sentito un senso di grande libertà

Avevo talmente tanta energia che in quel momento mi sentivo in grado di fare qualsiasi cosa, un equilibrio quasi mai provato prima! E davanti a me un nuovo quadro si stava dipingendo: sullo sfondo il mare, poco più avanti la nuova città, una nuova casa con dentro un coinquilino. Ma non un coinquilino qualunque: il fidanzato, con il quale bisognerà trovare un nuovo equilibrio. Per me trasferirmi e arrivare in questo posto è stato un po’ come rinascere: mi sentivo felice e curiosa come una bambina. Ho scelto il posto, la persona, ed eccomi qua a vivere un susseguirsi di situazioni…

Perfino l’azione più semplice per me ha un valore diverso ora

O forse semplicemente ha un valore, che finché ero in un posto conosciuto non avevo mai notato.

Per esempio nei primi tempi di permanenza per andare al supermercato qui dietro casa dovevo usare il navigatore. Per andare ovunque, in realtà, dovevo utilizzare il navigatore… perché si, conosco i posti, ma non come ci si arriva. E se per caso un giorno sono distratta, non presente a questa realtà, perché mi dimentico della scelta fatta, cosa accade? Che mi perdo, letteralmente!

Come quel giorno che stavo tornando dalla scuola di inglese

Salgo in macchina e imposto il navigatore, ero un po’ stanca quella sera e non vedevo l’ora di tornare a casa. Inizio a seguire la strada indicata dal navigatore fino alla rotonda, ma in corrispondenza della mia uscita ci sono delle auto della polizia che la stanno bloccando. Non c’è nessun cartello di deviazione quindi non capisco dove posso girare. Va bè vado praticamente a caso, uscendo a una delle altre uscite e penso: “beh dai, ora il navigatore ricalcolerà”. E in effetti il navigatore ricalcola, ma il percorso più breve, facendomi risbucare per ben 3 volte alla stessa rotonda. Insomma, giravo intorno vagando a caso!

Al quarto giro la vigilessa mi fa cenno di fermarmi così accosto e mentre le sorrido cercando di contenere lo scoppio della mia risata che stava arrivando, perché insomma se lei non mi avesse fatto cenno probabilmente io adesso invece di scrivere sarei ancora in quella rotonda a girare. La guardo sorridendo e mi dice: “Signorina questa strada è chiusa, per andare verso il centro può fare il nuovo sottopasso oppure passare da Livorno sud”.

Mi ricordo chiaramente la sua espressione, che secondo me in maniera molto meno diplomatica avrebbe voluto dirmi: “Ma che problemi hai? E’ la quarta volta che passi di qui eppure non mi sembri neanche così bionda!”

Cambio vita
Cambio vita – La candela viola

E se invece sono presente cosa accade?

Resto il più delle volte stupita. Meravigliata, nel vedere come si innescano le conversazioni, indipendentemente da chi sta parlando. Il più delle volte si innescano dal “No scusa, che parola strana hai detto?”, come se ad unire e creare legami sia proprio la stranezza o la diversità dell’altro, il tutto sorretto da una buona dose di curiosità. Dal salutare quando si entra in un negozio, o da qualsiasi altra parte… qui ti salutano tutti, pure gli sconosciuti! E io mi meraviglio perché dove abitavo prima non mi salutava nemmeno il capo quando arrivavo in ufficio, ma soprattutto non conoscevo i vicini di casa, qui anche i tombini ti salutano e a volte sanno pure chi sei!

Oppure mi è anche successo di provare vergogna ad andare a un autolavaggio

Non capisco, perché provo vergogna ad andare a lavare l’auto? Beh è sporca, ma infondo chi va a lavare l’auto quando è pulita? Eppure mi sento così scema in questo momento, e questa sensazione non mi fa stare bene in realtà è da stamattina che non mi sento benissimo. Ma tra pippe mentali varie l’auto ora è pulita, mi rimetto in macchina e vado a fare la spesa, ma la mente, invece di ricordarmi la strada che devo fare, mi ricorda solo quanto io mi senta scema in questo momento, così nel frattempo sbaglio strada tre volte, non capisco, cos’è tutta questa emozione? vorrei solo tornare a casa, ma chiaramente non posso! Ora devo fare un respiro calmarmi, fare la spesa e solo dopo tornare a casa.

Fossi stata a Milano probabilmente avrei dato colpa del mio malessere al mal tempo, ma qui aimè c’è il sole

Avrei dato forse colpa al traffico, ma qui non c’è. Insomma avrei dato colpa del mio malessere a qualsiasi altra cosa nascondendomi dietro a questa spiegazione, fin da piccola sono sempre stata brava a giocare a nascondino, ora capisco il perché.

Il punto è che ogni cosa che vivo qui e ora è come fosse amplificata

Accade perché la vivo a contatto con me stessa, come un comportamento intimo che molto spesso fa emergere parti di me e me le fa vedere, sia che esse siano punti di forza sia che siano punti di fragilità. Perché forse ora è il momento di conoscere ciò che sono, di apprendere e sperimentare ogni giorno attraverso l’educazione sentimentale, allenandomi al sentire, perché è proprio quel sentire che mi ha portata qui.

Quanto è geniale la vita! Perché ora dietro l’acqua non mi posso nascondere!

…e tu dove sei adesso?

Articolo di

Manuela Dora Mazzolini

“Credo che nella vita di ciascuno esista un innegabile punto di svolta, una serie di circostanze che all’improvviso cambiano tutto..”

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