L’arte dei sogni – intervista ad una viaggiatrice onirica

Ci sono persone in grado di ricordare i sogni, altre di interpretarli. Altre ancora capaci di pilotarli e viaggiare in essi.

Mariarosa è una viaggiatrice dei sogni

Ci ha raccontato la sua visione dell’arte del sogno, la sua esperienza.
Il suo contatto con il sogno nasce alcuni anni fa, all’inizio di un percorso di consapevolezza. Si rende conto che i sogni non sono solo un riflesso della giornata trascorsa… c’è di più, ma non capisce cosa. Capisce però che è per lei fondamentale trascriverli, annotarli così da poterne tenere traccia. Inizia quindi a riempire il suo quaderno dei sogni.

Dice:

“Il sogno è un modo per tornare a casa, andare in un posto dove sto bene. Il sogno è conforto, è come una tazza di cioccolata calda in una fredda giornata d’inverno. Nel passato mi ha aiutata a superare momenti difficili, dandomi sostegno dove la mente annebbiava il sentire”.

Con il passare del tempo, Mariarosa sviluppa un suo metodo per raggiungere il sogno, si allena a sentirne sempre più la sostanza, ad essere sempre più compatta mentre sogna. 

Scopre che le è di aiuto ricapitolare la giornata appena trascorsa, come per eliminare le dispersioni e recuperare energia prima della notte. Si accorge che è fondamentale non avere aspettative, ma piuttosto trovare il modo di rilassarsi e lasciarsi scivolare nell’incanto.

La costante sono i numeri

Con il tempo e la sperimentazione, Mariarosa ha individuato l’elemento costante che nei suoi sogni veicola le informazioni più interessanti: i numeri, in particolare le date. Quando compaiono, si rende subito conto che c’è qualcosa a cui fare attenzione. Spesso anzi è proprio lei stessa a muoversi nel sogno per cercarle e ricordarle.

Il dono più grande del sogno è la fiducia

Nei momenti più difficili, sostiene Mariarosa, i sogni sanno curare e restituire la fiducia, fornire un sostegno che rende più facile vivere e impegnarsi nella veglia.

“Posso dire con estrema serenità che non potrei rinunciare ai sogni. Quando mi succede che per qualche notte non sogno, mi assale una nostalgia incredibile. Mi mancano, come può mancare una persona cara”.

sogni
Il maestro dei sogni

Si dice vi sia un luogo speciale nei sogni

Un luogo molto vicino alla veglia.
E’ un ampio prato coperto di neve, che si stende bianco e silenzioso sotto il sole dell’inverno. Non lo abitano gli animali, non ci sono uccelli a cantare. Là tutto sembra aspettare. Tutto là attende e respira.
Ai piedi dei rari alberi si aprono grandi pozze scure. Sono cerchi enormi privi di neve, protetti dalle chiome imponenti e avvolti da delicate cupole iridescenti.

I viaggiatori dei sogni attraversano molti veli per giungervi.
Siedono stanchi ai piedi degli immensi abeti e si abbandonano al secondo sonno. Protetti dai guardiani secolari, permettono allo strato più sottile di sé di sollevarsi e abbandonare anche il corpo sognato. Impalpabile, lasciano che scivoli in ogni parte della pianura, che la esplori e la attraversi, in cerca del suo più prezioso segreto. E dopo lunghe ricerche, alcuni di loro scoprono il passaggio nascosto che conduce di sotto.
Iniziano allora una lunga discesa. Una linea diritta e veloce, che cade a picco, li conduce giù. Sempre più a fondo. Lontani dal candore della neve,
nel ventre di un buio completo, scendono e scendono fino a raggiungere il punto più lontano, il cuore celato e remoto dell’intera visione.
Lo chiamano Iljud: il fulcro dei sogni.

Per i popoli antichi lì risiedeva l’origine di ogni karma. L’inizio del tempo, l’essenza prima dei nomi. Dicevano che lì nascesse e morisse ogni storia che non diventava leggenda. Molti sognatori vi si perdono. Restano intrappolati nella ruota enorme delle forme, nel caleidoscopio di visioni e possibilità che dal fulcro si spandono ovunque. Ma altri invece -pochissimi altri- trovano in Iljud la via per attraversare le incarnazioni. Apprendono come passare da una vita ad un’altra, come spostarsi nel tempo futuro e in quello passato in un eterno, unico presente. Imparano la danza della morte. Giocano con lei e lei li accompagnava con garbo nelle loro molte trasformazioni.

Si dice ci sia un luogo speciale nei sogni, un luogo molto vicino alla veglia. Nasconde un segreto che solo in pochi riescono a scoprire.
Lo chiamano Iljud: il fulcro dei sogni.


Mariarosa Carraro

Viaggiatrice onirica

Fin dall’inizio del suo percorso di consapevolezza, Mariarosa utilizza il sogno come mezzo di scoperta e indagine interiore. 

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