La saggezza degli alberi – Le trasformazioni

Mi è capitato di conoscere una volta un uomo che viveva in un bosco e aveva appreso la saggezza degli alberi. Ricordava molte cose e volle insegnarmene alcune.

La saggezza degli alberi parte 1 – Le trasformazioni

Era un uomo davvero singolare. Aveva una casa fatta di legno in cui stava al caldo durante l’inverno e riposava durante il giorno in estate, per poi uscire a passeggiare sotto gli alberi al tramonto.

Non scriverò il suo nome, perché mi ha chiesto di non scriverlo. Quell’uomo aveva una strana idea dei nomi.

Diceva:

Solo gli esseri umani sentono il bisogno di legare la propria rappresentazione a un nome fisso. 

Sebbene sia possibile – anzi di fondamentale importanza qui sulla Terra- riuscire a riflettere l’essenza in un suono, è altrettanto vero e di fondamentale importanza ricordare che nessuna essenza rimane mai uguale a se stessa, qui sulla Terra.

Come può lo stesso suono rappresentarci quando siamo appena nati, quando siamo bambini, quando siamo adolescenti e poi adulti, addirittura quando siamo vecchi e ormai prossimi alla morte? Nulla in natura rimane uguale a se stesso, mai. Nemmeno dalla sera alla mattina successiva. Come possono pensare gli esseri umani di identificarsi nello stesso suono per tutta la durata della loro vita?

la saggezza degli alberi
La saggezza degli alberi – L’intreccio

Passeggiando nel bosco aveva infatti appreso che gli alberi mutano nome in continuazione.

Lo cambiano con lo scorrere del tempo e delle stagioni, in base a chi lo domanda loro, in base al momento della giornata e alla posizione del sole, in base agli animali che si annidano nella loro chioma o si arrampicano sul tronco…

Sosteneva anche che questa capacità di trasformazione degli alberi fosse la fonte della loro immortalità.

Gli alberi non muoiono di vecchiaia

Gli alberi non muoiono di vecchiaia, come invece accade agli esseri umani, agli animali, e molte altre creature. A loro non occorre che il ciclo dell’esistenza sia scandito dalla nascita e dalla morte, poiché non necessitano né di nascere né di morire per potersi trasformare. Gli alberi si trasformano in continuazione, perché la trasformazione è parte integrante del loro modo di esistere, del loro stesso essere più profondo.

Diceva di conoscere un albero secolare. Lo riteneva uno dei suoi amici di maggior riguardo, lo amava con devozione. Gli domandai: “cos’è che ammiri tanto in questo essere? Gli porti rispetto per l’età, come si fa per gli anziani tra gli umani?”

Rispose:

Gli alberi sono trasformatori di Ricordi. 

Hanno accesso ad una rete infinita di memorie e di informazioni, estesa su tutto il Pianeta. Possono ricordare epoche remote, che nemmeno lo spirito stesso della Terra a volte ricorda. Possono connettere esseri lontani, unirli in un tessuto invisibile e fitto di conoscenza e compassione, che li avvicina e scioglie i garbugli che impedivano loro di toccarsi.

Più un albero è antico e ampio, più sono antiche e ampie le sue radici nella Terra e nel Sapere. I maestri alberi sono portali che si schiudono sul ricordo. Lo accumulano in sé e lo intrecciano nelle fibre dell’Universo, in un continuo scambio tra fuori e dentro, sopra e sotto, buio e e luce.

alberi
La saggezza degli alberi – corpo e  anima di un albero

Trasformano continuamente ciò che è dimenticato in conoscenza viva e attuale.

Mi parlava spesso di questo equilibrio tra il buio e la luce che gli alberi possiedono in modo innato.

Asseriva che la carenza negli esseri umani di tale equilibrio era la vera fonte di tutti i loro conflitti. Interni ed esterni.

Mi fece notare una volta come gli alberi, con la fotosintesi, assorbissero l’anidride carbonica e rilasciassero l’ossigeno dell’atmosfera, mentre con la respirazione facessero esattamente l’opposto, assorbendo ossigeno e rilasciando anidride carbonica. La capacità di attuare questi due scambi opposti e complementari, a suo dire, derivava dalla capacità degli alberi di esistere su un numero di dimensioni superiore a quello degli esseri umani.

Non ho mai capito bene cosa intendesse, ma sono abbastanza certa che ritenesse gli alberi esseri molto più evoluti dell’uomo.

A breve, altri appuntamenti con “La saggezza degli alberi”.

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