Il giardino (non troppo) segreto

Quel giorno, mentre attraversavo il lungo vialone alberato, il mio sguardo scorse sulla sinistra una piccola stradina ben nascosta da alcuni rovi di more. “Che strano”, pensai. “Percorro questa strada ogni mattina da molti anni ma non ho mai visto l’imbocco di questo stretto passaggio.”

La mia curiosità fu tale che dovetti accantonare la routine quotidiana e i soliti impegni per vedere cosa c’era oltre i rovi. Mi feci spazio tra le spine. A dire il vero mangiai anche alcuni succulenti frutti, per poi trovarmi d’improvviso davanti ad un polveroso percorso ghiaiato. Lo percorsi con una strana agitazione ed una particolare frenesia, arrivando infine ad un cancello in ferro, molto spartano ma di rara bellezza, sovrastato da un’arcata, anch’essa in ferro battuto, ricoperta da un profumatissimo gelsomino in fiore.

Si trattava dell’ingresso di un giardino. Un giardino che sembrava abbandonato.

"I Giardini di Sicilia" - Romanzo di Alessia Intilisano

Decisi di entrare e di sbirciare un po’. Fui subito accolto da un fortissimo odore di agrumi, che mi portò alla mente il ricordo di un vecchio libro, scritto anni or sono da una cara amica. Vi erano molti alberi da frutto quali limoni, mandarini ed aranci che insieme a ciliegi e peschi adornavano i confini del giardino. C’era anche un grande melo, proprio al centro, raggiungibile seguendo uno stradino di pietre bianche.

Mi sedetti su una panchina per diverse ore ad ammirare rapito le molte specie di fiori nelle aiuole, le statue di marmo che adornavano il giardino, il pozzo poco lontano e la piccola fontanella, abbeveratoio per gli amici pennuti. Notai una serra impolverata in un angolo vicino agli ulivi, vi entrai ed anche lì vi erano tante altre specie di fiori come Orchidee e Amaryllis e molte piante grasse. In un angolo trovai degli attrezzi per il giardinaggio: annaffiatoi, tosaerba e concimi vari, tutti accatastati come se non venissero utilizzati da tempo immemore.

"I Giardini di Sicilia" - Roberta Susy Rambotti, cromatismo su tela
“I Giardini di Sicilia” – Roberta Susy Rambotti, cromatismo su tela

Mi misi così, inizialmente quasi per gioco, ad estirpare alcune erbacce dalle varie aiuole. Ci presi gusto e nei giorni successivi decisi di tornare per tagliare l’erba, potare alberi e siepi e concimare i fiori. Così da quel giorno, percorrendo il lungo vialone, non ho più smesso di imboccare quel passaggio stretto di felicità e di raggiungere il giardino per prendermene cura.

Quello fu il giorno in cui decisi di prendermi cura di me!

Andrea Cenni

Scrittore

Da diversi anni Andrea segue percorsi di consapevolezza e traspone in racconti la sua esperienza.

…e adesso?

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