Le relazioni difficili

A dicembre sono cinque anni.

Cinque anni che vivo da sola nel mio bel appartamentino in affitto al piano terra insieme a Stella, la mia bella gattona nera che mi accoglie tutte le sere quando arrivo a casa. Sono cinque anni che sono single, e a parte qualche storiella che non ha avuto seguito, sono cinque anni che me la vedo tra me e me.

Tutto questo tempo passato da sola mi ha fatto bene.

Prima accadeva che passavo da una relazione all’altra per paura della solitudine, ma ora la frittata si è ribaltata. A tal punto che troppa presenza mi asfissia. (…non so se mi ha fatto poi così bene, quindi!) Ma ad oggi mi piace pensare che sia tempo di trovare un equilibrio e poi accada quel che accada. La cosa che mi ha colpito particolarmente di questo ultimo periodo però è stato che da quest’estate sono uscita un paio di volte con due ragazzi ed entrambi mi hanno detto che “sono un ghiacciolo“. Ma se di uno di loro non mi ha particolarmente colpito la cosa, dell’altro, siccome ci si conosce abbastanza bene, ci sono rimasta piuttosto male.

E va beh! Mi sono detta, prova a starci un po’ sopra e osserva bene come ti comporti con gli uomini! Che dire, che non sono una tipa molto espansiva si sa, ma non perché non lo voglia essere, ma perché sono molto timida e ho bisogno di tempo per fidarmi e uscire allo scoperto. Ma fin qui nulla di strano, è la storia di una timida fra tante…

E allora cosa vuoi fare, incassi, ti prendi del ghiacciolo.
E poi sta a vedere, il ragazzo non demorde! Tant’è che quest’estate mi viene pure a trovare al mare.

Era già qualche mese che si chattava via messaggio e poi col fatto che si condividono esperienze lavorative e lui ha molta più esperienza di me, mi faceva piacere parlare di situazioni e consigli.
Così mi dice. “dai vengo a trovarti così parliamo di persona”…

Si, e io sono nata ieri!

Ma è inutile fare domande dirette agli uomini, non ti diranno mai la verità… specie quando sono ai primi approcci! Devi solo osservare come si comportano: il loro comportamento sarà l’equivalente di quello che “vorrei dirti ma non posso” (e noi donne forse non siamo poi tanto diverse).

Ho ospitato così l’amico al mare prenotandogli una stanzetta in un alberghetto vicino alla spiaggia e così sono cominciati tre giorni stranissimi. Le giornate in spiaggia sono state abbastanza piacevoli, dico abbastanza perché le chiacchierate erano basate tutte sulle domande che io facevo a lui, e ogni tanto accadeva che in mezzo ai suoi racconti ci finisse anche qualche pezzo della mia vita. Tra l’altro chi mi conosce bene sa che non sono una chiacchierona (altra sfaccettatura del ghiacciolo, oserei dire!) pertanto se aspettiamo che sia io a tenere banco…

CIAONE!

E in tutto questo parlare nel bel mezzo di qualche silenzio imbarazzante mi domandavo “ma perché non mi chiede nulla di me?”. Boh, però ogni tanto per approcciarsi mi appoggiava una mano sulla spalla solo che anziché migliorare la cosa la peggiorava perché non faceva che aumentare il mio disagio. Fa niente, procediamo coi tre giorni di chiacchiere, d’altra parte caro mio, sei venuto a trovarmi per questo motivo…

La prima sera si va a cena, in un posto carino lungo il canale, cenetta quasi romantica se non fosse per la folla presente nel pieno di agosto, e grazie al cielo aggiungo io. Nemmeno il vino è stato capace di farmi rilassare, e domande su di me poco niente. A fine cena, il ragazzo si fa avanti, ma niente non ce la posso fare pertanto i tre giorni scorrono tra passeggiate e chiacchierate in quanto l’amicone capisce che non c’è alcun interesse da parte mia per andare oltre. 

Nonostante questo ci salutiamo bene, in fondo non è successo nulla di male, gli approcci sono come sono, non sempre uguali, e a volte vanno a buon fine e a volte no…siamo grandi non raccontiamocela. Però poi nei giorni a seguire gli ho chiesto come mai non mi avesse fatto domande. La sua risposta? “Non saprei, me lo sono domandato pure io”.

E’ pure spiritoso, ho pensato…
oppure mi ha preso per scema!

Nel periodo che segue ci si sente sempre tramite whatsapp per qualche chiacchierata serale e devo dire che nonostante mi abbia beccata in serate dove ero particolarmente nervosa e poco vogliosa di scrivere e scherzare, ha saputo cambiarmi l’umore. Un uomo molto paziente devo ammettere capace di stare sul pezzo e non fregarsene cercando sempre e solo la risata.

Ma questo non basta. Lodevole, ma non basta a sciogliere l’iceberg.

Ci si vede poi un paio di volte in presenza di altre persone e tutto nella norma ma poi mi chiede “ma perché non ci vediamo a metà strada per una cena una di queste sere?”. Ma perché no ho pensato! Parlare sempre e solo per chat telefoniche in fondo sono capaci più o meno tutti, è di persona che ormai è diventata una rarità, è di persona che si fa la differenza da entrambe le parti.

Ok ci sto! Vada per la cena a metà strada in un lunedì di autunno! Sembrava tutto ok finché poi lui mi dice “dai finisco prima di lavorare oggi, vengo io fino a Faenza…”. Uhm, non sono molto convinta di questa proposta comunque ok a me in fondo faceva comodo, avrei potuto lavorare un paio di ore in più ed evitarmi un sacco di strada, ma la comodità a volte ha un prezzo. Inoltre quando senti puzza di bruciato, è inutile fare finta che l’arrosto si sia cotto un po’ di più, quando è bruciato è bruciato. Arriva così a casa mia facendo il simpaticone, portando una bottiglia di vino e anche una scatoletta di cibo per gatti, ma caro mio, Stella è il mio termometro e non la compri con qualche bocconcino insaporito, infatti come apro la porta la gatta drizza il pelo, gli occhi fuori dalle orbite e gli soffia contro. 

Qui butta male penso io, poveri noi!

Non avevo molta voglia di cenare in casa, perché sapevo che era un terreno “pericoloso”, specie per il fatto che la mia posizione da questa estate non era affatto cambiata, ma siccome aveva fatto tanta strada… maledetto senso di colpa o di riconoscimento che sia!

Inizia così la cena. Allucinante, io ero in un tale imbarazzo e a dire il vero in casa mia proprio non ce lo volevo, e voi vi chiederete “cosa l’hai invitato a fare allora?”, eh…maledetto senso di colpa per tutta la strada che aveva dovuto fare, e maledetta curiosità di vedere come sarebbe andata a finire.  Durante la cena i discorsi più banali della storia, ci mancava solo che parlassimo di che cosa avevamo mangiato a pranzo. E così tra un tegame e l’altro il ragazzo torna all’attacco. 

Ci scappa il bacio.
Ma niente l’iceberg non si scioglie.
A me il disagio non passa. 

“Bene” dice lui, ti va un massaggio?”
E a chi non andrebbe un massaggio, o almeno in una condizione normale, io invece avrei solo voluto invitarlo cortesemente ad andarsene a casa, ma proprio non sapevo come. Eppure sarebbe bastato poco tipo “guarda non mi sembra il caso, direi di concludere la cena con altre chiacchiere e poi ognuno a casa sua”. E invece una contraddizione mia dietro l’altra. Non lo volevo in casa eppure lui era lì, non volevo essere toccata eppure accetto di farmi fare il massaggio. Beh qui ovviamente come immaginerete ci ha provato ma..niente da fare, poi scambio il massaggio ma, ecco meno male ho finito. Ho pensato, ora potrà andarsene a casa!  

E invece cosa mi dice? “Ma cosa ne pensi se resto a dormire qui”. 

Sta scherzando! Dai scherza, ho pensato, invitalo ad andare a casa. Poi non so cosa sia successo, tutto d’uno tratto ha capito che non ce n’era da parte mia e mi ha semplicemente accarezzato il viso. In quel gesto ho trovato come una sorta di ristoro, un momento in cui ho potuto abbandonare l’ascia di guerra e dirmi “posso allentare i nervi, si posso godermele queste due carezze, non ho bisogno sempre di stare sul chi va la”. Ho sentito il viso allentarsi, finalmente ho chiuso gli occhi e mi sono goduta due semplici minuti di carezze sulla faccia. 

Per quale motivo è così difficile porre dei confini ai propri spazi? E pensare che i modi per farlo sarebbero così tanti, eppure per paura di offendere l’altro tante volte ci adeguiamo in situazioni che proprio non ci vanno molto a genio. E pensare che gli unici che non si dovrebbero offendere siamo proprio noi stessi. Oppure tante volte accade che partiamo con tutta una serie di pregiudizi del tipo 2+2 fa 4, perché magari reduci da esperienze passate pensiamo che le cosa vadano sempre nella stessa maniera, e allora perseguiamo in esperienze anche fugaci per dimostrarci che non è così, per dimostrarci che questa volta sarà diverso, magari anche solo per un attimo.

Ma la cosa importante, al di là di tutte le contraddizioni che appartengono ad una persona, credo che sia seguire le proprie tempistiche.

Si è vero, in questa storia avrei dovuto dirgli di andarsene a casa e rispettare le mie sensazioni ed esigenze sin dal primo istante, ma purtroppo non ne sono stata capace, un po’ perché in fondo mi faceva piacere vederlo, un po’ perché oltre al senso di colpa, come ho già detto, ero anche io altrettanto curiosa come lui di vedere come sarebbe andata a finire. 

Pertanto si possono pensare tante cose, Qualcuno potrebbe darmi della bigotta, qualcun altro della finta moralista, e altri ancora di una segaiola mentale, ma la verità è che forse inizio ad avere voglia di vivermela questa vita senza tanto pregiudizi  che mi pendano sulla testa. E poi mica tutte le ciambelle riescono col buco!
(Adesso che ci penso…nemmeno una in quasi 40anni…ops!)

E com’è andata a finire vi chiederete voi?
Che alla fine è rimasto li a dormire, ho passato quasi la notte in bianco per il disagio e Stella mi è venuta puntualmente a dormire sui piedi.

Miao, io da qui non mi sposto!

L’indomani mi sono fatta parecchie domande. Prima di tutto perché continuo a sentirlo, ma d’altra parte mi sta facendo bene relazionarmi con una persona anche se in maniera tanto impacciata e credo non ci sia nulla di male. Però mi chiedo “ma caspita, anziché darmi del ghiacciolo, perché non si chiede come approcciarsi diversamente nei miei confronti? Anche solo per avere un dialogo diverso”.  Ma forse il segreto dei rapporti tra uomini e donne non è farsi troppe domande, in fondo non credo siamo molto diversi quando da entrambe le parti non si sa quello che si vuole e si naviga a vista. Saranno i fatti a parlare, soltanto i fatti porteranno chiarezza tra le mille contraddizioni che ci contraddistinguono e ci rendono sicuramente più complicati ma… al contempo più colorati!

MOLTO colorati!

Fabiana Pasini

Modellista di abbigliamento

Quante volte leggendo una storia o vedendo la scena di un film o ascoltando il racconto di qualcuno ci siamo sentiti partecipi al punto di dire “ehi ma è capitato anche a me” oppure “è quello che ho pensato pure io” e allora ci si trova confortati nel pensare “caspita quindi non sono l’unico/a sfigato\a, sono normale, succede anche agli altri e non solo a me.

Voglio parlare delle tematiche della vita reale… con leggerezza e ironia!

4 comments

  1. Ciao Fabiana, mi ci sono rivisto
    Nel tuo raconto. È capitata anche a me una storia simile ma è stata lei che poi è voluta andare via. Peró lei con me chiacchierava e rideva, non dava segni di disagio. Intanto poi l’ho salutata con allegria. Penso che ognuno deve vivere come gli pare senza aspettative o clichè convenzionali. Magari ritornerà oppure no. Il mondo è bello perchè vario. Un abbraccio.

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    1. Ciao Raf
      Che dire da quello che hai scritto sembra proprio che a differenza mia la “lady” in questione abbia rispettato i suoi tempi oppure anche se rideva forse un po di disagio lo aveva. Ma quello che mi colpisce non è tanto lei ma la sobrietà e la leggerezza con cui sei riuscito a viverla tu. Eh si…Un po più di leggerezza nelle nostre vite fa bene, è fuori discussione. Grazie per il tuo commento
      Fabiana

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  2. Fabianaaaa, che ridere, non sapevo che avessi un Blog !!! l’ho visto per caso su FB in occasione del tuo compleanno…Ho letto e anche io vorrei dire qualcosa: A mio parere nessuno sa cosa può arrivare da una persona che approccia oltre il piano convenzionale per la prima volta, tutti quanti navigano a vista, diciamo che l’età fornisce un bagaglio statistico maggiore e quindi questo può aiutare a definire le prospettive della situazione più in fretta, ma anche qui non è sufficiente. Anche se è ovvio e chiaro dove si vuole andare a parare, si deve fari sempre i conti con se stessi, con le aspettative, con le mancanze, con i bisogni ecc. E accade che anche se una cosa così non la vogliamo ci stiamo lo stesso perchè in fondo a noi stessi speriamo che sia diverso, che sia come ce lo immaginiamo, che alla fine di tutto non sia sempre se solo per sesso.
    Ma per essere liberi da tutto questo come si deve fare ???? Io direi che si deve partire da un equilibrio solido e CONSAPEVOLE, di noi stessi, entro cui stiamo bene e ci bastiamo per quello che c’è (tutto ciò il più delle volte è difficile e molto raro).
    IN AGGIUNTA bisogna essere capaci di uccidere le aspettative, passo fondamentale, e alla fine essere capaci di cambiare, di apprendere da quello che ci succede e quindi di evolvere il nostro essere……..
    Così, detto tutto in 2 parole.
    Io faccio così: cerco di fare il meglio che posso con le informazioni che ho in quel momento.
    Il risultato può essere qualsiasi, ma soprattutto, non me lo aspetto, non lo desidero e se mi sorprende aumento la quantità di informazioni e faccio dopo delle scelte diverse…
    Non so se si è capito molto……
    Magari una volta vieni da noi a cena facciamo una tavola rotonda (è la scusa per bere della cagnina e mangiare delle castagne)
    Ciaoooooo

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    1. Ciao Marco direi che non sei stato chiaro ma “chirurgico ” nella tua risposta. Condivido in pieno quello che dici ma confesso che l’equilibrio della propria consapevolezza è tosto perché è continuamente da ricercare. Ecco l’obiettivo del mio Blog è proprio la ricerca di questo equilibrio. Ma mi hai fatto salire una curiosità: tu il tuo equilibrio Dove lo trovi? Ad ogni modo aspetto il vostro invito x cagnina e castagne così me lo raccontate di persona.
      Grazie e ora sappi che spero tu diventa un lettore sfegatato del Blog. A presto

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