Il sushi, il MEH… e la ricerca della felicità

È un periodo di cambiamenti. Settembre/ottobre sono i mesi in cui si riparte, si sa. Chi prima chi dopo, si riprende con tutte le attività: lavoro, sport, corsi vari.. Che fino all’altro giorno era agosto ed eravamo in spiaggia,  ma ormai la sua leggerezza e spensieratezza se n’è volata via.

Meh!

Così riprendi a lavorare quotidianamente le tue ore.
Se non c’è abbastanza lavoro ti spaventi anche, come a dire: perché non si parte ancora? Che succede?

Tutte le volte che si riparte è il momento in cui mi piace progettare, studiare le mosse dei prossimi mesi (di lavoro o private), organizzarmi… solitamente è un periodo che mi carica e generalmente ne sono entusiasta.
Quest’anno però, non so perché, qualcosa sembra inceppato…

Ma è l’esterno o sono io? Forse entrambi, dato che le cose non sono mai scollegate. Quest’anno qualcosa è inceppato e la cosa peggiore è che non capisco da che parte si va. La spinta, l’entusiasmo non ci sono. Persi durante il tragitto.

E dire che al ritorno dalle ferie ero bella pimpante con tanta voglia di fare… E poi? É bastato un mese o poco più, e PUFF! Di quella carica non è rimasto più nulla. Solo tanta noia, tristezza… e la peggio cosa, tantissima confusione!

Meh!

Mille pensieri su cosa e come organizzarmi, tante possibilità, ma nessuna che realmente mi convinca. Nessuna che realmente mi renda felice, questo è il punto.

Come fai ad essere entusiasta di rimboccarti le maniche se non sai quello che vuoi? Cos’è che voglio oggi?

Boh!

Allora cominci a correre ai ripari.
Senti la puzza di depressione quindi non si può tentennare, col rischio di scivolare ancora più in basso. Perciò, a parte intere domeniche di auto vittimismo trascorse sul divano, si comincia a chiedere aiuto.

Che poi mi viene anche l’ansia di non riuscire ad avere abbastanza lavoro, di non riuscire a farlo, di perdere l’autonomia… 

Dai partiamo dal fisico, imbottiamoci di pappa reale, e altri integratori che mi diano un po’ di sostegno. Come si dice “mens sana in corpore sano”. 

Partiamo…

Da qualche parte bisogna partire!

Quindi, il fisico lo stiamo “rincuorando”. Ora a chi tocca?
Progetti a lunga scadenza non ne posso fare, quindi?

Dai che ho l’incontro col commercialista, finalmente mi chiarirà un po’ sulla mia situazione e potrò finalmente iniziare a prendere decisioni e a indirizzarmi in un senso piuttosto che l’altro…

Come no…. il commercialista!

Lui ti mette di fronte al presente, nero su bianco. Ad un ipotetico futuro (di tasse!), ma non ha la sfera di cristallo e non ti viene di certo a dire di fare una cosa piuttosto che un’altra, sei tu che devi decidere. 
Il commercialista ti dice: “le cose ad oggi stanno così. Queste sono alcune delle opzioni, ma dipende da cosa deciderà il governo, dai tuoi incassi entro fine anno…”

Santo cielo! Opzioni su opzioni che si accavallano, e la confusione aumenta! E non solo quella, ma anche il terrore di fare la scelta sbagliata.
Ma, se, però, senni di poi… Entrano in un turbinio di ipotesi che stancano, stancano e basta, e non mi rendono felice.

Non mi rendono felice.

Meh!

Ma cosa mi rende felice?
Non lo so… proviamo a considerare una delle ipotesi e vediamo.

Così due settimane fa sono andata a vedere ad esempio qualche auto, dato che la mia “carrettina” inizia a dare segni di cedimento. Che poi l’auto nuova sarebbe proprio un bel simbolo per cominciare qualcosa di nuovo!
Così al secondo concessionario per il test drive mi trovo su una bella station wagon con un gran bel gnocco di rivenditore al fianco (con la sola pecca della fede al dito!)

Avrei dovuto essere strafelice o perlomeno divertita dal momento.
Invece? Una tristezza tale che mi sembrava di guidare un carro funebre col morto dentro!

Ma allora cos’è che mi rende felice?
L’auto nuova non è. La casa nuova non è. L’ufficio nuovo non è.
Ok non pensiamo per un attimo alle cose materiali, non partiamo da lì. Il punto non è lì.

Ricapitolando: il fisico lo stiamo rincuorando, ora devo cercare di prendermi cura dello “stato d’animo”. Cos’è che mi da gusto? Dunque vediamo… per me un ottimo adattatore è il cibo.
Ok dai!

Così venerdì scorso sarei dovuta andare a mangiare un hamburger con Alessia. Lei purtroppo non si è sentita bene, ma sono comunque riuscita a rimediare un buon sushi con Diego e Federica.
Si dai, poi siamo in pochi e si parla bene di tante cose.

Così durante la cena Fede ad un certo punto mi dice: “quand’è che esce il prossimo articolo del tuo blog? Io sono in trepidante attesa!”

Ah si, il blog! Non me lo sono dimenticata, ma io mi sento svuotata come la calza della Befana al 7 di Gennaio.. non so proprio di cosa scrivere!

Il blog…e il blog mi rende felice?
Non saprei, diciamo che quando scrivo nero su bianco mi sento arricchita di qualcosa. Non perché scrivo, ma perché è già dentro… ma non so dirvi se si tratta di felicità.

Forse si, forse la felicità ha più sfumature di quanto possiamo pensare.

Fede poi mi dice: “mi piace, perché mi sembra di vedere il mondo secondo Fabiana” Ecco, allora quando sono depressa è meglio che non scrivo e mangio sushi va!

E io ad oggi una domanda me la sono fatta: ma un blog non è una conversazione tra più persone che dicono la loro opinione?

 Io in realtà pubblico questi mini articoli, ma non ho alcun botta e risposta con nessuno. D’altra parte non ho mai fatto nessuna domanda al mio “piccolo pubblico”.
Però come si dice non è mai tardi per cominciare, quindi vi chiedo:

E A VOI COSA RENDE FELICI?
Dov’è che ritagliate uno spazio di felicità, nelle prime giornate grigie di autunno?

E quindi torniamo sempre a noi.
Il fisico lo stiamo rincuorando, lo stato d’animo lo stiamo rifocillando di buoni sapori… manca lo spirito. D’iniziativa? Non lo so, ma manca lui.

Comunque la ricetta mi sembra chiara: il fisico deve stare bene, lo stato d’animo/emotivo se non sereno almeno tranquillo, e poi si arriva a lui, l’intento. Quello che ci da l’entusiasmo, quello che al mattino ci fa dire “oggi farò un sacco di cose che mi piacciono!”

EVVAI!
(invece di “Meh”)

Ad oggi non ci sono ancora arrivata, ma ieri durante una conversazione delle mille ipotesi del momento, mentre ero a pranzo coi miei genitori, siamo finiti nel discorso pensioni (poco felice direi). Mio padre se ne esce dicendo: “l’importante è avere la salute”.

Ok, concordo il fisico è alla base.
Ma stare bene con 200 euro in più di pensione al mese fa poi così schifo???

Quella frase mi ha fatto riflettere parecchio. Perché pensiamo che per essere felici bisogna accontentarsi del minimo indispensabile o pensiamo che non si può essere felici avendo qualcosa di più, aspirando a qualcosa di meglio? Il detto “la felicità sta nelle piccole cose”, si è vero. Se stai bene, altrimenti non sta nemmeno lì. Io preferisco pensare che la felicità stia in quello che è giusto per noi, grande o piccolo che sia, ma questa è un’altra storia e rischiamo di fare filosofia.

Mi pare chiaro, dopo tutto questo parlare, che la felicità non sta nel possedere cose, ma aver la possibilità e i mezzi di fare le cose che amiamo.

Quindi perché ad esempio non aspirare ad andare in pensione con la salute e anche qualche soldino in più nel portafogli? Così caro babbo, oltre a stare bene, tu e mamma vi fate anche qualche week end in giro…brutto eh?

L’equazione “prendo due euro in più, allora mi viene il raffreddore” non ha senso a mio avviso.

Ma alla fine oggi, in questa giornata di Ottobre, cosa mi rende felice?

Direi la possibilità di pensare al mio futuro in maniera non troppo pessimista, ritrovare l’entusiasmo di fare le cose che amo e ritrovare il coraggio di rischiare e di mettermi in gioco.

Ma soprattutto, mangiare sushi!

Fabiana Pasini

Modellista di abbigliamento

Quante volte leggendo una storia o vedendo la scena di un film o ascoltando il racconto di qualcuno ci siamo sentiti partecipi al punto di dire “ehi ma è capitato anche a me” oppure “è quello che ho pensato pure io” e allora ci si trova confortati nel pensare “caspita quindi non sono l’unico/a sfigato\a, sono normale, succede anche agli altri e non solo a me.

Voglio parlare delle tematiche della vita reale… con leggerezza e ironia! 

4 comments

  1. Oggi mi ha reso felice…in ordine cronologico
    …svegliarmi senza dolori…fare la spesa al mercato x creare qualcosa di nuovo e buono da mangiare per pranzo…e infine andare ad una lezione sugli oli essenziali e fiori di bach…ho anche lavorato un po’ nel frattempo, ma questo non mi ha reso felice! Ma come dici tu Fabi, mi ha dato la possibilità di fare le altre cose che invece mi hanno reso felice…
    Che la salute è la prima cosa l’ho imparato a 25 anni…ed ho anche imparato che bisogna vivere giorno x giorno, perché domani potrei essere di nuovo ko e non riuscire ad alzarmi dal letto…alla pensione ci penserò poi, sempre che la diano ancora quando sarà ora!!

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    1. Ciao Monica intanto grazie per la risposta.
      Sapendo che tra i tuoi piaceri c’è il cucinare il pane non vedo l’ora di assaggiarlo. X la pensione hai ragione…meglio ballarci sopra un swing che a noi ci rende sicuramente felici.

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  2. Il tuo articolo mi fa venire in mente un canzone “Felicità” di L. Dalla che dice: ah felicità su quale treno della notte viaggerai? Lo so che passerai ma come sempre in fretta non ti fermi mai…
    Bell’articolo!!!

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  3. Ciao Raffaele, è vero la felicità è spesso un attimo, uno scorcio che si affaccia, un treno che si ferma e riparte subito, ma forse è proprio questo che ci piace della felicità, il fatto che è fatta di momenti. Il suo essere spesso e volentieri “un attimo” è proprio quello che la rende affascinante e che ci sprona a ricercarla il più possibile come un sorso d’acqua fresca in una calda giornata di agosto. Grazie per avermi reso felice in questo attimo.

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