Inaugurazione della mostra “Le forme dell’Aprisogno”

Che cos’è un’opera d’arte se non un punto di incontro e di scambio?

Immaginiamo per un secondo il prodotto artistico come il punto di convergenza di due energie diverse.
Usando le parole di Aristotele:

Un’energia creativa in atto, quella dell’artista, e un’energia in potenza, contemplativa e percettiva dell’osservatore. L’artista in primo luogo compie un’analisi su di sé e, immergendosi nel mare della propria interiorità, ne riemerge con tutte le informazioni più o meno codificate che trasmutano nell’opera.

Di conseguenza, il fruitore porta dentro di sé ciò che egli stesso recepisce, compiendo un’analoga analisi al contrario.
Esiste perciò un rapporto tra artista e osservatore che segue un duplice andamento: da dentro a fuori e da fuori a dentro e in cui la chiave di volta coincide, per l’appunto, con l’opera d’arte.

Un luogo delle possibilità

Essa si configura così per chi vi è di fronte come un luogo delle possibilità, un luogo in cui poter accedere a un’altra dimensione, un cosiddetto “Aprisogno”. Seguendo con lo sguardo le figure, le forme, le linee e i colori, il tempo dell’osservatore si dilata e, di riflesso, si adegua ai moti percettivi che lo conducono alla scoperta dei lati dimenticati della propria interiorità e ad accogliere, perché no, nuovi punti di vista su di sé e sul mondo.

È proprio questo, infatti, l’intento della mostra nata dalla collaborazione tra la scrittrice Alessia Intilisano e l’artista Roberta Susy Rambotti: invitare il visitatore ad abbandonare il flusso dei pensieri che ogni giorno affollano la mente per abbracciare un’altra modalità di approccio all’esistenza, che riguarda più propriamente la sfera del “sentire” e che consiste nell’accogliere e fare risuonare dentro sé le diverse suggestioni ricevute.

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Il giorno 30 Giugno è stata inaugurata l’esposizione intitolata “LE FORME DELL’APRISOGNO – A Contatto Con La Propria Interiorità Dimenticata”.

La mostra è visitabile per tutto il mese di Luglio a Castellaro Lagusello, presso la Torre dell’Orologio

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