[Intervista] Il ritmo di Monica

Monica Montebugnoli, è l’operatrice olistica creatrice de “L’arte dei ritmi”, una forma meditativa basata sull’utilizzo del tamburo sciamanico e del canto di potere. In questa intervista ci racconta il suo rapporto con il ritmo e con l’affascinante mondo interiore alla base delle sue serate.

Monica, che cos’è l’arte dei ritmi?

“L’arte dei ritmi” è la conoscenza del Ritmo interiore ed esteriore.

Saper riconoscere il proprio Ritmo è importante.
Il ritmo è ascoltare come viviamo nella vita di tutti i giorni, è come una danza. Riconoscere il proprio Ritmo ed unirlo agli altri Ritmi ci aiuta a mantenere la sobrietà e questo ci permette di vivere una vita equilibrata, nelle varie situazioni e relazioni.

Il Ritmo è il profumo di casa, è la possibilità che ci doniamo per risvegliare il ricordo.

La Terra comunica con noi tramite delle vibrazioni, dei Ritmi: se li riconosciamo e ci muoviamo con lei, viviamo una vita più sana e felice. L’arte dei Ritmi è imparare ad ascoltarsi ed ascoltare, comunicando flessibilmente nelle regole della Terra.

Da dove nasce l’arte dei Ritmi?

Un giorno lessi: “Rendi la tua vita un’opera d’arte”.

Questa frase, ha fatto scattare dentro di me una sensazione di bellezza interiore…

Il percorso è stato lungo, ma seguendo quella bellezza ed usando l’arte della Canalizzazione, è nata l’arte dei Ritmi.

Inizia così una ricerca Autonoma nell’ascolto dei ritmi degli animali e del loro ambiente: gli animali sono in contatto con la loro Origine, vivono consapevoli dei movimenti della Terra, loro sanno quando arriva un temporale, un terremoto, sanno sempre quando sta per accadere qualcosa e si muovono accettando le situazioni flessibilmente.
Noi invece ci facciamo portare via dalle situazioni di vita, ci facciamo male, oppure perdiamo la vita.

L’Arte dei Ritmi nasce da una ricerca profonda della propria Origine. Conoscendo l’integrità della propria Radice, si mantiene l’equilibrio giusto per vivere più presenti tutte le giornate.

Quale è stata la tua formazione?

Sono nata nelle campagne del Santerno, conosciute come “le terre rosse” a causa delle cruente battaglie che vi sono state combattute. Sono cresciuta tra le colline, i fiumi, gli animali domestici ma anche selvatici, e proprio in queste terre ho sviluppato ed affinato la sensibilità verso i suoni della natura e le vibrazioni sottili che percepivo nell’ascolto delle montagne e dei  boschi con i loro abitanti.


Nel 2012 ho conosciuto Saverio Calamassi, insegnante e direttore didattico della scuola Sitrus Sithrudill – L’albero della Tradizione, con cui ho iniziato un percorso di formazione sull’arte della canalizzazione. In questa scuola sono ora insegnante del “Corso dell’Angelo Eugenio“, primo step per entrare nel mondo della canalizzazione, ed anche il primo gradino per intraprendere il percorso verso la strada dell’Operatore Olistico – Canalizzatore.

Nel tempo ho ricordato come costruire il Tamburo della Cura e della Consapevolezza attraverso il processo di canalizzazione della creatività.
E’ questo un processo che inizia dal richiamo degli animali e arriva fino alla concia della pelle al naturale; è un processo di cura ed armonia, che permette di sperimentare la cura che il Tamburo può donare al nostro corpo animico, dove risiedono i chakra.
Infatti ogni chakra ha un Ritmo e il tamburo aiuta ad unire ed allineare i nostri corpi energeticamente, lavorando sia sul corpo fisico che su quello animico, donandoci la possibilità di non disperdere energia a causa delle resistenze che inneschiamo, ma imparare piuttosto a conoscere sempre più in profondità le emozioni e gestirle.

Attraverso la canalizzazione uso la creatività del suono e del canto per accompagnare le persone a sperimentare la loro gestione emozionale. Insegno a costruire il proprio Tamburo, proponendo un corso strutturato per entrare dentro a se stessi, fino ad arrivare, durante la costruzione del tamburo, a dare allo stesso l’imprinting del ritmo di cura della propria anima.